mercoledì 20 settembre 2017

La mia prima coperta all'uncinetto

Caro Diario,
  qualche anno fa realizzo la mia prima coperta all'uncinetto.
  Bianca, con piccoli angoli colorati, tutta storta e con alcuni punti che, col tempo, si disfano. Un vero peccato.
  Il bello delle coperte all'uncinetto è che si possono fare, disfare, rifare, cambiare, rinnovare. Da qualche mese la sto sistemando: disfo le piastrelle granny, recupero la lana bianca (la userò per un altro lavoro), quella colorata e, via!, si uncinetta.
  Pregusto il momento di accoccolarmici sotto e di raccontare a chi la nota che, sì, è la mia prima coperta all'uncinetto: ha sei anni, ma non li dimostra.

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mercoledì 13 settembre 2017

Un mese di libri moltiplicato due: luglio e agosto

Caro Diario,
  una volta un'amica e collega di studi mi chiede: "Come fai a leggere ancora, dopo una giornata di lezioni e di studio?"
  Il fatto è che non riesco a immaginarmi senza leggere per diletto. La sera, la notte, il mattino prima dell'alba sono i miei momenti preferiti. Nella luce calda della lampada, leggo, viaggio e vivo altre vite. Altrimenti come potrei scoprire il mondo?

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  Luglio inizia con filosofia: leggo Qualunque fiore tu sia sboccerai di Daisaku Ikeda e Lou Marinoff. L'uno è il presidente della Soka Gakkai, scuola laica di buddismo giapponese, l'altro è un filosofo e consulente filosofico. È un dialogo tra i due autori, su argomenti umani e filosofici. Porsi domande, esercitarsi alla saggezza, scegliere nel modo giusto, pensieri, pensieri, pensieri... Tutto ciò riaccende il mio antico amore per la filosofia. Un libro così denso che merita un'altra lettura.

  In cerca di qualcuno che m'insegni a meditare (ho bisogno di far vagare la mente), mi ritrovo a leggere Felicità in questo mondo. Un viaggio alla scoperta del Buddismo e della Soka Gakkai di Giuseppe Cloza. Un librino di domande e risposte per avvicinare anche gli scettici a questa forma di buddismo. Scopro che questo tipo di meditazione non è quel che cerco, ma la filosofia della Soka Gakkai mi affascina molto.

  Dall'estremo oriente all'estremo nord: L'analfabeta che sapeva contare di Jonas Jonasson. La protagonista si trova sempre nel posto giusto al momento giusto (oppure al posto sbagliato al momento sbagliato?) e la sua semplice vita s'intreccia con quella di super potenze politiche di tutto il mondo. So che ci sarà un lieto fine, ma non ho idea di come mi ci porterà l'autore. Ed è questo il bello.

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   Ad agosto ho un disperato bisogno di fantasy: un romanzo fantasy cura ogni male, grande o piccino. Scelgo Re per sempre di Molly Cochran e Warren Murphy, perché non lo ri-leggo da tanto. Ri-scopro la storia, i caratteri dei personaggi, la trama e la giusta conclusione. Il re è proprio lui, Artù e non mancano Merlino, Nimue, la spada nella roccia e i cavallieri della Tavola Rotonda: il massimo. È riposante, affidarsi a un caro vecchio libro che mantiene le sue promesse.

  Cerco un libro ben preciso, Solo bagaglio a mano di Gabriele Romagnoli, e lo trovo. Suggerito da un'amica-collega, sento sempre di più l'esigenza di conferme a una nuova serie di pensieri nati
quest'estate. L'autore definisce il suo libro come un piccolo manuale di resistenza umana: solo con un
bagaglio a mano leggero e funzionale si può vivere in pura sintonia con la nostra esistenza.

  Mentre cerco quel libro, ne trovo un altro, Adesso di Chiara Gamberale, e lo prendo. Chiara Gamberale è per me come Banana Yoshimoto: scrive brevi romanzi, ma ogni parola pesa un macigno. Il significato, poi, cambia di volta in volta secondo l'umore con cui lo si legge. Racconta una storia d'amore sullo sfondo di altre storie d'amore. Non suscita batticuori, ma pensieri profondi.

   Non è Natale, ma ricevo un regalo natalizio: Tengo tutto. Perché non si riesce a buttare via niente di Randy O. Frost e Gail Steketee. Loro sono due esperti di disposofobia e accompagnano il lettore alla ricerca delle possibili cause del disturbo di accumulo. È un libro di studio e lavoro, affascinante e illuminante.

  Continuo a studiare: La regola dei 15 minuti. Come smettere di rimandare e prendere il controllo della tua vita in un quarto d'ora di Caroline Buchanan. Dal titolo penso che sia solo una tecnica per ottimizzare il tempo, invece è molto di più: l'autrice lo definisce un manuale per affrontare la vita e sono d'accordo con lei.

giovedì 24 agosto 2017

L'estate prossima

Caro Diario,
  non ho dubbi riguardo a questa estate: è brutta.
  La sua bruttezza include ansie mediche, riposo negato, bizzarrie climatiche (dai 34°C di un giorno ai 17 °C di quello dopo). E pure una dose eccessiva di rassegnazione.
 Per sfuggire alle sue grinfie, mi do ai sogni a occhi aperti e immagino come sarà l'estate prossima.

Andrò in vacanza per due mesi! Avrò bisogno di recuperare energie dallo stress da cacanze sommato allo stress da troppo-lavoro-in-poco-tempo di questa estate: una settimana non basterà, ne sono sicura.
Passerò il mio tempo a leggere! Libri nuovi, vecchi, leggeri, intriganti, di piacere, di studio, di pura curiosità. Leggerò al mattino appena sveglia, al pomeriggio dopo pranzo, la sera prima d'addormentarmi e nel frattempo.
Indosserò vestiti corti e canottiere! Perché non soffrirò di gonfiore da stress: non arriverò distrutta dai mesi precedenti e non mi distruggerò di lavoro durante.
Farò un viaggio in una città straniera! Da sola, in moto, in compagnia, in treno: ancora non lo so, ma so che sarà bellissimo.
Guarderò il tramonto! Da posti diversi, con un bicchiere di birra in una mano e una penna blu nell'altra.
Riderò tantissimo! Con gli amici, in famiglia, da sola: mi divertirò come non mai.

  L'estate prossima sarà spensierata all'ennesma potenza.
  Ne sono sicura.
  ...
  Be', peggio di questa è impossibile.

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mercoledì 9 agosto 2017

La spensieratezza

Caro Diario,
  luglio finisce senza che me ne accorga.
  Questa estate mi pesa più che mai: zero vacanza, zero riposo, zero spensieratezza.

  In questi 40+ anni sono così poche volte spensierata, da ricordarmi con esattezza ogni singolo episodio. Non sono ricordi, sono pietre preziose e rare.

  O sono io o sono le circostanze o sono entrambe le cose, non so.
  So per certo che senza pensieri (voglio fare di più, voglio essere di più, voglio avere di più) e senza preoccupazioni (perché, quando, come, dove, che cosa, chi) non riesco a stare. 
  È la vita dell'adulto, immagino. Il senso di responsabilità più o meno volente; le regole della società - anche. Ché le regole sono una gran bella cosa: le comprendi, le accetti, le segui e vivi spensieratamente! Se le regole, però, sono matte, la testa si riempie di preoccupazioni, la dispensa di cioccolato e il girovita di ciccia.

  Dico, la spensieratezza...
  Sogno un futuro prossimo di giorni divisi equamente tra adultità (l'essenza dell'essere adulti) e spensieratezza, ore notturne escluse (ma solo perché dormo!).
  Un presente simile sarebbe un'utopia: nel presente devo 1) portare a termine la mia dose di lavoro, 2) obbligarmi a rimanere concentrata sul lavoro, 3) resistere alla tentazione di leggere un libro sdraiata sul divano.
  Ciaopep.

sorrisoa365giorni-spensieratezza

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